Dodici anni e il cuore pieno di paura

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(Luciano Rossi, un’altra categoria)

“Quando il bambino era bambino,
camminava con le braccia ciondoloni,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente
e questa pozzanghera il mare.”

Ci hai detto che da oggi saresti diventato uomo, ma io non ti credo Francesco. Non ti credo.
Perché sarai sempre molto di più di un uomo, sarai sempre quel Bambino che vedeva il gioco meglio di tutti, che immaginava traiettorie che solo molto dopo avremmo capito.

“Quando il bambino era bambino,
non sapeva di essere un bambino,
per lui tutto aveva un’anima
e tutte le anime erano un tutt’uno.”

Per me il “tutto” è sempre stata la Roma, non la A.S. Roma, non una presidenza, non un allenatore, non un giocatore.
E tu hai fatto parte di questo tutto in ogni momento, in ogni sguardo, in ogni fantasia, in ogni quotidiana realtà.
Tutto aveva un’anima e la Roma aveva te.

“Quando il bambino era bambino
non aveva opinioni su nulla,
non aveva abitudini,
sedeva spesso con le gambe incrociate,
e di colpo si metteva a correre,
aveva un vortice tra i capelli
e non faceva facce da fotografo.”

Non sei un Santo e non hai mai voluto esserlo.
All’essere un Simbolo hai sempre preferito essere te stesso, il ragazzo che rincorreva – e poi ha raggiunto – il sogno di indossare la maglia della Roma, di giocare a pallone, forse l’amico più vero che hai avuto.
Ti hanno dedicato cento statue, mille monumenti, ma per fortuna non ti sei mai fermato a guardarli perché c’era sempre un pallone in cerca di te.

“Quando il bambino era bambino,
era l’epoca di queste domande:
perché io sono io, e perché non sei tu?
perché sono qui, e perché non sono lì?
quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio?
la vita sotto il sole è forse solo un sogno?
non è solo l’apparenza di un mondo davanti al mondo
quello che vedo, sento e odoro?
c’è veramente il male e gente veramente cattiva?
come può essere che io, che sono io,
non c’ero prima di diventare,
e che, una volta, io, che sono io,
non sarò più quello che sono?”

Tante volte, mentre ti vedevo giocare, mi sono posto delle domande e la prima, quasi sempre, era “ma come fa?”.
Come fa uno che dice di aver letto solo un libro in vita sua, uno che le leggi della Fisica le applicava su un prato umido e non certo su una polverosa lavagna, come fa questo ragazzo a farci intravedere la possibilità che una Teoria del Tutto sia non solo possibile, ma dimostrabile?
Chi sei, perché proprio tu e non un altro?
“Dio non gioca a dadi”, scriveva Einstein. Ma Niels Bohr oggi gli avrebbe risposto di piantarla di dire a Dio come servirsi di Francesco Totti.

“Quando il bambino era bambino,
per nutrirsi gli bastavano pane e mela,
ed é ancora cosí.”

A te per nutrirti bastavano l’amore della tua famiglia, l’affetto dei tuoi amici e le carezze di un pallone.
Ieri sera, forse per la prima volta, hai provato la paura che quelle carezze non ti riguarderanno più.
Non avere paura, ti prego Capitano.
Ci sarà sempre una carezza per chi sa amare.
______
(citazioni tratte da: “Lied Vom Kindsein” di Peter Handke)

Un modesto consiglio al presidente Pallotta

"Sing along with me: ECO-MOSTRO!"

“Sing along with me: ECO-MOSTRO!”

Caro Presidente,

lasci perdere lo stadio, il preparatore atletico, Dzeko, Garcia, Sabatini, ecc.

Metta Rosella Sensi alla presidenza, sigli accordi con radio e quotidiani locali, cerchi di coinvolgere il gruppo Caltagirone nella questione stadio in modo che anche loro abbiano sostanziali ritorni.
Vedrà che anche comprando Balotelli, tutti saranno con lei e ogni idea, fosse anche la più idiota, sarà applaudita come una geniale invenzione.

  • Si creerà consenso e potrà lavorare in santa pace.
  • Potrà mettere un ex giocatore della Roma in panchina, pagandolo due spiccioli e si dirà che è una “mossa spregiudicata ma coraggiosa”.
  • Acquistare vecchie glorie in pensione o allo sbando etilico per avere bagni di folla.
  • Ripensare che tutto sommato Zeman ha valorizzato tanti giovani e che bisognerebbe ridargli una terza possibilità.
  • Accodarsi in Lega al partito lotitiano ed essere salutato come un presidente di buon senso che vuole il bene del calcio italiano.
  • (continua…)

Coraggio Presidente, si apra alla società civile!

Udo Lattek, voci lontane sempre presenti

Udo Lattek, uno dei più grandi allenatori della storia del calcio, è morto ieri all’età di 80 anni.
Trenta anni fa era lui a sedere sulla panchina del Bayern in quel quarto di finale di Coppa delle Coppe.

Sì, quello del “Che sarà, sarà”.

Grazie ancora Herr Lattek, per farci ricordare ancora qualcosa di noi.

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Sì, il destino, però. #CSKARoma

Oh. Porca. Putt…

Sono un fatalista di natura e tifando Roma ciò fa quasi sempre rima con “masochista”.

(Il buon vecchio Leopold von Sacher-Masoch, vecchio cuore giallorosso)

Ma che cazzo vuole dire che “la Roma gioca alle 18” ???

Insomma, non è che uno si possa sorprendere più di tanto se a 30″ dalla fine (bel film di Andrej Koncalovskij, lo consiglio) un cross del menga si infila chirurgico tra lo stupore e le madonne della steppa russa.

(Pronto? Michele Strogoff? PRRRRRRRR!)

Però quel barlume di “esprit géométrique” che mi rimane, mi porta a dire che appellarsi alla ISR (Ineluttabile Sfiga Romanista) è un po’ troppo poco.
Ora, non voglio certo negare che una dose di sfortuna non si faccia mai i cazzi suoi in partite in cui la qualificazione è in bilico, però insomma, bastasse affidarsi a un bravo mago e ai suoi amuleti (ah, il Barone Liedholm…), troverei inutile investire tante risorse in tecnici e giocatori.

Ieri la Roma ha giocato un buon primo tempo e nel ruolo per cui tanto si è trepidato (dopo Nainggolan terzino destro, restava solo il gol di testa di Zoff su calcio d’angolo), Florenzi ha sciorinato una prestazione da applausi.

Poi nel secondo tempo, pfff!
O per braccino corto, o per mancanza di energie, o per tutte e due le cose, la Roma si è abbassata troppo e si è chiamata i guai.

Ma i guai si evitano in tanti modi, potendo contare su esperienza, birra nelle gambe, freddezza sotto porta, un portiere affidabile.

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1) Condizione fisica scadente.
2) Mancanza di una punta in grado di coprire un ampio raggio d’azione e che tuttavia sappia mantenersi lucido sottoporta.
3) Giocatori determinanti o in precarie condizioni o proprio assenti.
4) De Sanctis è stato un buon portiere. Ora non lo è più, probabilmente per raggiunti limiti di età. Le sue uscite fanno spavento, certi errori di piazzamento anche di più e i suoi rinvii di piede sono dadaismo applicato al calcio.

E poi sì, mettiamoci nello specifico anche alcuni errori di valutazione di Garcia (in una partita così importante, col risultato in bilico, come pensare di mettere dentro Strootman “per mettergli minuti nelle gambe”? Fossimo stati sullo 0-3, avrei forse capito, ma…)
E mettere dentro Pjanic “per tenere palla”, può essere in generale una buona idea, ma nello specifico di ieri con la Roma in apnea e i Russi che buttavano dentro palloni in continuazione forse era meglio di no.

Comunque, tira una brutta aria.
Provo una spiacevole sensazione: nonostante le due classifiche ci vedano ancora in corsa per tutto, è come se la Roma abbia perso fiducia, compattezza, convinzione nei propri mezzi.
E non per colpa del famigerato Roma-Bayern, ma per colpa di Juve-Roma.
Lì, IMO [acronimo che fa vintage], si è consumato il fattaccio.
Nello spogliatoio si è generato l’alibi (supportato da evidenti schifezze arbitrali, intendiamoci) che “tanto è inutile, non si può vincere”.

Poi tutto viene di conseguenza.

(Sì, lo so, è una grande pippa mentale, ma più ci penso e più…)

nella foto: riferimenti culturali

Roma-Chievo 2014/15: commento e pagelle

Nuovo record della burocrazia romana.
Mezz’ora per evadere una pratica.

E nonostante questo, Destro ha potuto anche sistemare la sua fantasquadra.

“ME SO’ RICORDATO DE METTE ZAZA!”

Totale dominio del campo di gioco.
Se continuasse così a quei mattacchioni della Nike potrebbero venire idee balorde per la terza maglia.

Just do it!

Il calcio italiano, quel ramo del lago dell’accorta programmazione, dove l’allenatore del Chievo viene esonerato per aver perso in trasferta contro la Roma.

Corini ha forse pagato il fatto di aver preferito Hetemaj e Radovanovic a Fabregas e Yaya Toure.

E no, niente. E’ più forte di noi.
Anche stavolta era proprio rigore.

Uçan, ora sai cosa si prova ad avere il numeretto per lo sportello delle raccomandate e vedere avanzare solo quelli che devono pagare i bollettini.

Baldissoni: “Con la sosta abbiamo assistito al circo dei commenti: ex calciatori, mogli, motivatori…”
Ma adesso basta parlare della crisi del Centrodestra.

Ljajic: “La partita con la Juve l’abbiamo già dimenticata”
Ma non i loro nomi.

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Juventus- Roma 2014/15: commento e pagelle

Solo una cosa: alla lunga questi continui trailer di “Sin City 2” dopo un po’ stancano… dai!

Basta con questo cinema iperviolento e passiamo a un po’ di buona musica.

ARRESTATELO!

Sì, ammettiamolo: l’archetto è impugnato in modo non ortodosso e e la diteggiatura delle mano sinistra è madornalmente sbagliata.

Conte: “Proveremo a rasserenare il clima”.

The Peacemaker

The Peacemaker

Tavecchio: “Gli errori umani vanno accettati”.
(Il presidente della FIGC si abbandona a dolorosi ricordi autobiografici)

Garcia: “A Torino l’area è di 17 metri”.
Hey tu, franzoso! Se sei superstizioso è un problema tuo!

Garcia: “Potevamo fare meglio”.
Montare l’antifurto?

Sabatini: “Scalinate di categoria spazio-temporali oggi.”
(Giuro: ho fatto l’analisi logica, del periodo, ho anagrammato le parole, ho chiesto alla Susi, ma devo arrendermi).

Sabatini: “Capisco il vostro mestiere, dovete rendere dialettica ogni questione.”
(LA SO! LA SO!)
Dialettica = Buttarla in caciara

Ma ora scusateci, dobbiamo lasciare spazio alla pubblicità!

…punto esclamativo.

Totti 2005: “Non si può giocare in 11 contro 14”
Totti 2014: “Siamo venuti a giocarci questa partita, poi è successo quello che è successo e ci ha condizionato la gara. Questi episodi, è brutto dirlo, ma sono anni che capitano. E alla fine ci condizionano le annate.”
(Ah! La famosa continuità…)

Sputi, reiterati insulti, mani addosso: ma quanto costa tutto questo?

"Ci avanzerebbe un sputo. Che faccio, lascio?"

“Ci avanzerebbe un sputo. Che faccio, lascio?”

Manolas 2 turni di squalifica, Morata 1 turno.
Manolas “per aver fronteggiato l’avversario aggressivamente”
Morata “per essersi reso responsabile di un fallo grave di giuoco.”

E per le occhiataccie? DASPO?

Manolas non si deve permettere di fronteggiare aggressivamente chicchessia!
Coi bambini davanti alla TV! Che mi si mettono angoscia!

(Scusate, devo bere subito un bicchier d’acqua. Ho rivisto il fronteggiamento aggressivo di Manolas e sono molto turbato)

Capisci Walt? Lo ha fronteggiato aggressivamente!!!

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