Un modesto consiglio al presidente Pallotta

"Sing along with me: ECO-MOSTRO!"

“Sing along with me: ECO-MOSTRO!”

Caro Presidente,

lasci perdere lo stadio, il preparatore atletico, Dzeko, Garcia, Sabatini, ecc.

Metta Rosella Sensi alla presidenza, sigli accordi con radio e quotidiani locali, cerchi di coinvolgere il gruppo Caltagirone nella questione stadio in modo che anche loro abbiano sostanziali ritorni.
Vedrà che anche comprando Balotelli, tutti saranno con lei e ogni idea, fosse anche la più idiota, sarà applaudita come una geniale invenzione.

  • Si creerà consenso e potrà lavorare in santa pace.
  • Potrà mettere un ex giocatore della Roma in panchina, pagandolo due spiccioli e si dirà che è una “mossa spregiudicata ma coraggiosa”.
  • Acquistare vecchie glorie in pensione o allo sbando etilico per avere bagni di folla.
  • Ripensare che tutto sommato Zeman ha valorizzato tanti giovani e che bisognerebbe ridargli una terza possibilità.
  • Accodarsi in Lega al partito lotitiano ed essere salutato come un presidente di buon senso che vuole il bene del calcio italiano.
  • (continua…)

Coraggio Presidente, si apra alla società civile!

Udo Lattek, voci lontane sempre presenti

Udo Lattek, uno dei più grandi allenatori della storia del calcio, è morto ieri all’età di 80 anni.
Trenta anni fa era lui a sedere sulla panchina del Bayern in quel quarto di finale di Coppa delle Coppe.

Sì, quello del “Che sarà, sarà”.

Grazie ancora Herr Lattek, per farci ricordare ancora qualcosa di noi.

Udo_Lattek

Sì, il destino, però. #CSKARoma

Oh. Porca. Putt…

Sono un fatalista di natura e tifando Roma ciò fa quasi sempre rima con “masochista”.

(Il buon vecchio Leopold von Sacher-Masoch, vecchio cuore giallorosso)

Ma che cazzo vuole dire che “la Roma gioca alle 18” ???

Insomma, non è che uno si possa sorprendere più di tanto se a 30″ dalla fine (bel film di Andrej Koncalovskij, lo consiglio) un cross del menga si infila chirurgico tra lo stupore e le madonne della steppa russa.

(Pronto? Michele Strogoff? PRRRRRRRR!)

Però quel barlume di “esprit géométrique” che mi rimane, mi porta a dire che appellarsi alla ISR (Ineluttabile Sfiga Romanista) è un po’ troppo poco.
Ora, non voglio certo negare che una dose di sfortuna non si faccia mai i cazzi suoi in partite in cui la qualificazione è in bilico, però insomma, bastasse affidarsi a un bravo mago e ai suoi amuleti (ah, il Barone Liedholm…), troverei inutile investire tante risorse in tecnici e giocatori.

Ieri la Roma ha giocato un buon primo tempo e nel ruolo per cui tanto si è trepidato (dopo Nainggolan terzino destro, restava solo il gol di testa di Zoff su calcio d’angolo), Florenzi ha sciorinato una prestazione da applausi.

Poi nel secondo tempo, pfff!
O per braccino corto, o per mancanza di energie, o per tutte e due le cose, la Roma si è abbassata troppo e si è chiamata i guai.

Ma i guai si evitano in tanti modi, potendo contare su esperienza, birra nelle gambe, freddezza sotto porta, un portiere affidabile.

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1) Condizione fisica scadente.
2) Mancanza di una punta in grado di coprire un ampio raggio d’azione e che tuttavia sappia mantenersi lucido sottoporta.
3) Giocatori determinanti o in precarie condizioni o proprio assenti.
4) De Sanctis è stato un buon portiere. Ora non lo è più, probabilmente per raggiunti limiti di età. Le sue uscite fanno spavento, certi errori di piazzamento anche di più e i suoi rinvii di piede sono dadaismo applicato al calcio.

E poi sì, mettiamoci nello specifico anche alcuni errori di valutazione di Garcia (in una partita così importante, col risultato in bilico, come pensare di mettere dentro Strootman “per mettergli minuti nelle gambe”? Fossimo stati sullo 0-3, avrei forse capito, ma…)
E mettere dentro Pjanic “per tenere palla”, può essere in generale una buona idea, ma nello specifico di ieri con la Roma in apnea e i Russi che buttavano dentro palloni in continuazione forse era meglio di no.

Comunque, tira una brutta aria.
Provo una spiacevole sensazione: nonostante le due classifiche ci vedano ancora in corsa per tutto, è come se la Roma abbia perso fiducia, compattezza, convinzione nei propri mezzi.
E non per colpa del famigerato Roma-Bayern, ma per colpa di Juve-Roma.
Lì, IMO [acronimo che fa vintage], si è consumato il fattaccio.
Nello spogliatoio si è generato l’alibi (supportato da evidenti schifezze arbitrali, intendiamoci) che “tanto è inutile, non si può vincere”.

Poi tutto viene di conseguenza.

(Sì, lo so, è una grande pippa mentale, ma più ci penso e più…)

nella foto: riferimenti culturali

Roma-Chievo 2014/15: commento e pagelle

Nuovo record della burocrazia romana.
Mezz’ora per evadere una pratica.

E nonostante questo, Destro ha potuto anche sistemare la sua fantasquadra.

“ME SO’ RICORDATO DE METTE ZAZA!”

Totale dominio del campo di gioco.
Se continuasse così a quei mattacchioni della Nike potrebbero venire idee balorde per la terza maglia.

Just do it!

Il calcio italiano, quel ramo del lago dell’accorta programmazione, dove l’allenatore del Chievo viene esonerato per aver perso in trasferta contro la Roma.

Corini ha forse pagato il fatto di aver preferito Hetemaj e Radovanovic a Fabregas e Yaya Toure.

E no, niente. E’ più forte di noi.
Anche stavolta era proprio rigore.

Uçan, ora sai cosa si prova ad avere il numeretto per lo sportello delle raccomandate e vedere avanzare solo quelli che devono pagare i bollettini.

Baldissoni: “Con la sosta abbiamo assistito al circo dei commenti: ex calciatori, mogli, motivatori…”
Ma adesso basta parlare della crisi del Centrodestra.

Ljajic: “La partita con la Juve l’abbiamo già dimenticata”
Ma non i loro nomi.

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Juventus- Roma 2014/15: commento e pagelle

Solo una cosa: alla lunga questi continui trailer di “Sin City 2” dopo un po’ stancano… dai!

Basta con questo cinema iperviolento e passiamo a un po’ di buona musica.

ARRESTATELO!

Sì, ammettiamolo: l’archetto è impugnato in modo non ortodosso e e la diteggiatura delle mano sinistra è madornalmente sbagliata.

Conte: “Proveremo a rasserenare il clima”.

The Peacemaker

The Peacemaker

Tavecchio: “Gli errori umani vanno accettati”.
(Il presidente della FIGC si abbandona a dolorosi ricordi autobiografici)

Garcia: “A Torino l’area è di 17 metri”.
Hey tu, franzoso! Se sei superstizioso è un problema tuo!

Garcia: “Potevamo fare meglio”.
Montare l’antifurto?

Sabatini: “Scalinate di categoria spazio-temporali oggi.”
(Giuro: ho fatto l’analisi logica, del periodo, ho anagrammato le parole, ho chiesto alla Susi, ma devo arrendermi).

Sabatini: “Capisco il vostro mestiere, dovete rendere dialettica ogni questione.”
(LA SO! LA SO!)
Dialettica = Buttarla in caciara

Ma ora scusateci, dobbiamo lasciare spazio alla pubblicità!

…punto esclamativo.

Totti 2005: “Non si può giocare in 11 contro 14”
Totti 2014: “Siamo venuti a giocarci questa partita, poi è successo quello che è successo e ci ha condizionato la gara. Questi episodi, è brutto dirlo, ma sono anni che capitano. E alla fine ci condizionano le annate.”
(Ah! La famosa continuità…)

Sputi, reiterati insulti, mani addosso: ma quanto costa tutto questo?

"Ci avanzerebbe un sputo. Che faccio, lascio?"

“Ci avanzerebbe un sputo. Che faccio, lascio?”

Manolas 2 turni di squalifica, Morata 1 turno.
Manolas “per aver fronteggiato l’avversario aggressivamente”
Morata “per essersi reso responsabile di un fallo grave di giuoco.”

E per le occhiataccie? DASPO?

Manolas non si deve permettere di fronteggiare aggressivamente chicchessia!
Coi bambini davanti alla TV! Che mi si mettono angoscia!

(Scusate, devo bere subito un bicchier d’acqua. Ho rivisto il fronteggiamento aggressivo di Manolas e sono molto turbato)

Capisci Walt? Lo ha fronteggiato aggressivamente!!!

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Manchester City – Roma 2014/15: commento e pagelle

Cominciamo subito con una notazione prettamente tecnica, che adotta una chiave di lettura della partita non scontata.

Finisce in festa il pareggio tra Manchester City e Roma. Secondo quanto riportato dall’emittente satellitare, mezz’ora fa, poco dopo il termine del match rumore e musica pervenivano dagli spogliatoi dei giallorossi.
Nudi, nello spogliatoio della Roma, Gervinho, Keita e Yaya Toure ballavano insieme.

(Sky Sport)

Il punto è che poi Tempestilli è entrato nello spogliatoio senza bussare e…

(Il resto su “Cattiverie Hot Club”. Servizio in allestimento. Nessuna responsabilità per complessi di inferiorità indotti.)

Una grande festa insomma, con l’Africa francofona grande protagonista, per una grande partita.
(E sull’ossessivo uso dell’aggettivo “grande”, Freud e il giornalaio sotto casa vostra e mia potrebbero costruire teorie che per ora è meglio giacciano su un lettino)
(Ah! Ah! Ah!)

Balzaretti: “Mister, perché non sono nella lista Champions?”
Garcia: “A gennaio si compila un’altra lista, ti aspettiamo!”

Garcia: “Ora dobbiamo riposare che domenica c’è un ‘piccolo’ impegno…”
Nainggolan: “Ora riposo xke penso di essere un morto!!!”
Strootman: “BANDA DI RAMMOLLITI!”

Pellegrini: “Oggi non era il nostro giorno”
Totti: “Non mi avevate chiesto il permesso.”

(Questi cazzeggiano, ma per fortuna LUI no)

(Perché l’Our Capitano è un po’ come il Cavaliere Nero…)

Il City è sembrato chiaramente sotto tono. Il City è una squadra sopravvalutata. Pellegrini uno sfigato. Yaya Touré una vecchia gloria e Monica Bellucci (50 anni) e Sophie Marceau (47) sono ormai da rottamare, pronte per il genere “granny”.

– A Sofi’… ma n’hai sentito a cuesto che robbe che shta’ a scrive’? – A Mo’, staccarma! Sta a ffa’ er sarcastico… altrimenti je menamo!

Ashley Cole: “Forse potevamo vincere ma possiamo essere orgogliosi di aver ripreso la gara contro una grande squadra… Forse siamo un po’ delusi per non aver vinto, ma è un buon punto per noi”.
(Cole, l’uomo che vorreste sempre mandare in TV alle 22.05 a commentare gli exit-poll da Vespa)

Totti: “Il tweet del ManCity? Non uso twitter, non l’ho letto”
(Domani on air: “Perché Totti ignora Nainggolan?”)

Tutti poi a magnificare lo stato di manutenzione dei campi da gioco inglesi, quando ieri si sono aperte non poche buche (ah! cosa non farebbero questi inglesi per farti sentire a casa…) e poi non deve essere per niente facile giocare su un piano inclinato.

«Bono Alessa’, che qui casca tutto!»

Magnifica comunque la prova di squadra fornita dalla Roma: preparata, autorevole, credibile.
Non è un caso che dall’ONU facciano sapere che invece di quel buffo ragazzino che parla un inglese “for the rest of him“, vorrebbero tanto ascoltare una decina minuti Rudi Garcia.

E non meno magnifica è stata la prestazione fornita dai circa 2.000 tifosi romanisti al seguito.
Peccato solo che con i loro cori incessanti, abbiano turbato un clima così sereno, tranquillo, silenzioso, golfistico.

Etihad Stadium: il modello inglese

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