Lazio-Roma 2008/09: commento e pagelle

Lazio – Roma 4:2 (Pandev, Zarate, Mexes, Lichtsteiner, De Rossi, Kolarov)


C’è il fondato sospetto che l’Inter non sia più alla nostra portata.

Kolarov: “Il mio gol? Ho saltato un po’ di avversari e c’ho provato con il destro.”
Solo la fantasia di uno slavo può definire “avversari” il Muppet Show.

Domanda a Spalletti: “Il rapporto è logoro?”
Risposta: “E’ la soggettività di un’ impressione”
E l’oggettività di una figura di merda?

Spalletti: “Non era calcio d’angolo!”.
Vero, ma quella non è mai stata una difesa.

Doni, 2: c’è qualcosa di escatologicamente biblico nella sua presenza tra noi. Tipo il Drago, Babilonia, l’Anticristo e i quattro cavalieri.

Motta, 4: la smetta di dar retta alla Mazzoleni. Non è che se inizia a giocare come Loria, l’Udinese ci farà sconti.

Mexes, 4: ormai affronta le partite con lo stesso, pacato, stato d’animo di una ninfetta che di fronte ad un armadio traboccante vestiti urla “non ho niente da mettermi!”.

Panucci, 4: si può in ultimo affermare che il suo reintegro sia stato fondamentale per riportare calma e serenità nello spogliatoio.

Riise, 5: rilascia ormai interviste a getto continuo. Lieti, registriamo il suo ribadito entusiasmo per aver scelto la Roma. A margine registriamo anche un lietissimo Lichtsteiner.

De Rossi, 5.5: il suo primo gol nel derby scatena un’incontenibile esplosione di inutilità.

Pizarro, 6: in una squadra uscita dalle pagine di Anthony Burgess, sembra l’unico restio a bere latte.

Brighi, 4: esterno altro a sinistra si colloca nella partita come Marco Carta nella storia della musica.

Perrotta, 4: dimostra che la Legge di Murphy non è un detto popolare a carattere ironico e caricaturale, bensì una drammatica realtà.

Baptista, 6-: sembra uno dei pochissimi che si sia reso conto di non trovarsi in una puntata dei Programmi dell’Accesso incentrata sul lento reinserimento nella società degli etilisti cronici.

Totti, 4: vederlo in queste condizioni ci provoca un dolore acuto, magari non come la notizia delle nozze gay di Samantha Fox, ma siamo lì lì.

Menez, 4: il cubo di Rubik. Risolverlo dà l’impressione di essere molto intelligenti, ma in pratica non serve a un tubo.

Tonetto, Taddei, SV.

Sampdoria-Roma 2008/09: commento e pagelle

Sampdoria – Roma 2:2 (Baptista, Pazzini, Pazzini, Baptista (r))


Fenomeno di empatia tessile in casa Roma.
Si strappa la maglietta di Baptista, in perfetto accordo coi muscoli.

Difesa a 3.
1.5 secondo la Questura.

La Roma: la squadra più espulsa del campionato.
Nervosismo eccessivo o calcolosi?

Gli infortuni: secondo l’ex medico sociale prof. Brozzi lo stress causerebbe un deficit immunitario.
Il medico logora chi non ce l’ha.

L’arbitro Rosetti: nessuna malafede.
Solo malasanità

***

Doni, 6+: una cazzata per due mezzi miracoli. Sembra il titolo di una parodia anni ’60 con Franco e Ciccio. Riveduta da Pingitore con l’incisivo contributo di Martufello.

Diamoutene, 5.5: deve ancora ambientarsi, così Cassano gli offre un tour gratuito del campo di gioco di Marassi.

Panucci, 5.5: l’assetto tattico d’emergenza, la verve di Pazzini. Sembra Marina Ripa di Meana impegnata a sopravvivere ad un tempo ormai scaduto.

Riise, 5.5: in una settimana non si può cambiare 3 volte ruolo, senza accusare qualche imbarazzo. A meno di non chiamarsi Mastella.

Motta, 5,5: fin qui si era comportato da esperto veterano, ma inopinatamente decide di fare la guest-star in una puntata de “La Melevisione”.

Brighi, 6: se la stanchezza e l’abnegazione avessero un volto, lo abbasserebbero davanti al suo, in segno di rispetto.

Pizarro, 6+: adesso non rompete coi soliti doppi sensi, le facili battute, ma la sua partita, iniziata a bassi regimi, va in crescendo.

Tonetto, 6.5: assist per il primo gol, procura il rigore. “Sorry” seems to be the hardest word.

Baptista, 7: un felice rientro dalle ferie, dopo l’overbooking di vaffanculi rimediati mercoledì.

Menez, 5: adesso sappiamo contro cosa urlasse il protagonista del quadro di Munch.

Vucinic, 5: mercoledì tira un rigore alla Ciccio Graziani di ieri. Domenica gioca come Ciccio Graziani. Oggi.

Crescenzi, 6: il suo ingresso in campo ristabilisce almeno l’inferiorità numerica di partenza.

Montella, sv:

Inter-Roma 2008/09: commento e pagelle

Inter-Roma 3:3 (De Rossi, Riise, Balotelli, Balotelli (R), Brighi, Crespo)

Dopo 26 anni la Cassazione cancella il reato di bancarotta fraudolenta che coinvolse l’allora proprietà del Corriere della Sera.
“Era il Rizzoli sbagliato”, si legge tra le motivazioni.

DeSpecialUan: “il rigore c’era e prima c’era il fallo di Baptista su Cambiasso e questa storia che è la Terra a girare attorno al sole la vorrei rivedere alla moviola.”

Promemoria: dire a R.Sensi che il minuto di silenzio per le vittime di Superga è terminato.


Doni, 5.5: gol sul primo palo. Con la regolarità con cui continua a prendere gol in questa maniera, si potrebbe derivare una nuova unità di misura per il tempo:”Che ore sono? Le Doni e una cappella”.

Motta, 6: grandissimo primo tempo, nel secondo soffre parecchio. Un “The Millionaire”, ma senza le insopportabili musiche del folklore indu.

Mexes, 6.5: fateci caso. Quando non si acconcia i capelli come un pinguino imperatore disputa sempre buone partite.

Panucci, 6-: premesso che il premio “Una vita da babbeo” gli sarà consegnato prima del calcio d’inizio di Roma-Arsenal, disputa un primo tempo impeccabile. Sul gol di Crespo ha un desiderio di maternità e accusa un ritardo di due settimane.

Riise, 7+: controllo di testa, controllo di piede e poi la piazza di giustezza da posizione difficilissima. Signore, dacci un altro segno così e inizieremo la costruzione di quella famosa arca di 300 cubiti.

De Rossi, 7.5: (alcune note biografiche) in realtà si chiama Kal-El, abita nella Fortezza della solitudine e nasce in una località abbastanza fuori dal Raccordo.

Pizarro, 6.5: come tutti i suoi compagni, accusa a metà secondo tempo un calo. In precedenza intrattiene col centrocampo interista lo stesso rapporto che Carlo Verdone aveva col flipper in “Troppo Forte”.

Taddei, 6+: spesso le sue giocate mancano di qualità, ma spesso deve interpretare più ruoli. La sua generosa carica di umanità lo rende il candidato ideale per sostenere le parti di carabiniere, medico, prete.

Brighi, 7.5: se fosse ricoperto di glassa al cioccolato, toglierebbe parzialmente senso alla Sacher.

Vucinic, 7: ha due minuti di autonomia, ma con il mestiere del vecchio marpione va giù di petting e tiene alto il morale.

Baptista, 6: accusa più pause del carburatore di una Ritmo ES, ma quando si accende fa capire che usando lui come fonte di energia alternativa, non ci sarebbe stato bisogno di calarsi le brache coi franzosi.

Menez, 6+

Roma-Siena 2008/09: commento e pagelle

Roma-Siena 1:0 (Taddei)


Spalletti:”E’ stata una sofferenza”.
Verissimo, ma pensiamo anche a chi è stato costretto a votare Franceschini segretario.

R.Sensi: “Abbiamo vinto anche contro la jella”.
Panucci: “Avverto una crescente ostilità nei miei confronti”.

Mexes, dopo Motta, tranquillizza, calma e consola anche Diamoutene.
“No, non vi ci lascio in stanza da soli con Loria”.


Doni, 6.5
: il buon riflesso sul colpo di testa di Amoruso impedisce alla dott.ssa Mazzoleni di fargli pagare il biglietto.

Cicinho, 6.5: prestazione apprezzabile. Solo qualche incertezza nei primi minuti quando si era domandato perché davanti a lui stesse giocando il portiere Frey.

Mexes, 8: è la concreta risposta al problema sicurezza. Con lui si potrebbe tornare a passeggiare per le strade delle periferie, senza il pericolo di incontrare una ronda padana.

Juan, 6.5: in vista di martedì, lo staff sanitario ha intenzione di non lasciare niente al caso. Oltre all’aver richiesto un consulto allo specialista haitiano Barone Samedì, è stata calendarizzata una veglia di preghiera volta a scongiurare il peggio. E liberaci da Loria, amen.

Riise, 6-: appena uscito dall’infortunio, gioca con quella circospezione propria di Willy il Coyote quando una volta tanto il costone di Grand Canyon lo liscia.

Motta, 6.5: è qui da poco, ma ha già capito che nella Roma è fondamentale saper interpretare più ruoli. Ci sarebbe quindi libero quella parte di Esorcista…

Brighi, 6: a volte va in difficoltà, ma ci mette sempre il cuore e le gambe. In pratica è a lui che i compagni guardano come riserva di organi in vista di un trapianto.

Pizarro, 6.5: è la Selen del nostro centrocampo: per quanti uomini addosso abbia, mantiene sempre il controllo della situazione.

Taddei, 7: segna un gol bellissimo. Per un attimo, ci siamo sentiti al riparo da tutte le sofferenze del mondo. Sì, anche dalla canzone di Sal Da Vinci.

Baptista, 5.5: nel primo tempo è l’unico a notare i progressi di Curci. Nel secondo disputa una partita così anonima, che il neo segretario Franceschini lo ha giudicato pronto per partecipare al governo ombra.

Totti, 5.5: proseguono incessanti le operazioni di recupero della forma. La “scatola nera” forse saprà dirci di più sulle cause.

Diamoutene, 6: di incoraggiamento. Per noi.

Filipe, 6: all’esordio assoluto, con tutti gli occhi puntati addosso, in una situazione di massima criticità, si muove con disinvoltura. Non resta che augurargli gli stessi successi mietuti da Rocco.

Montella, 6: sfiora il gol, ma tra lui e il delirio c’è un Curci evidentemente in missione per conto di Capello.

Atalanta-Roma 2008/09: commento e pagelle

Atalanta-Roma 3:0 (Capelli, Doni C., Doni C.)


L’Inter ci ha messo ben un quarto d’ora a raccattare tre pere.
Noi solo 7.
I soliti perdazzurri.

E’ solo il giovane, inesperto, Motta a non perdere completamente la testa, palesando un preoccupante ritardo nell’affiatamento coi compagni.

Nel primo tempo, sciopero della curva orobica.
Dalla capitale, grande manifestazione di solidarietà sindacale degli 11 babbei in maglia bianca.

Doni, 5: sta entrando in forma Champions.

Motta, 6: esordio assoluto dal primo minuto. Rinneghiamo definitivamente ogni cedimento verso il pandoro, mentre proviamo a dimenticare drogandoci con uvetta e canditi.

Mexes, 5: finché si tratta di anticipare e di difendere la posizione è tra i migliori difensori di questo campionato. Preso in velocità ricorda da vicino il consueto doppiaggio di una Minardi. Prima di rompere l’ennesimo motore.

Juan, 4: vince nettamente il confronto con Floccari. Nel creare pericoli.

Tonetto, 5: esterno basso a sinistra. Sembra una fredda notazione di sceneggiatura di un film di Kaurismaki.

Perrotta, 4.5: sostituisce l’ultimo Taddei visto col Genoa: rincorre vanamente gli avversari, sbaglia i passaggi, si fa cacciare come un bimbo ai giardinetti. La prossima volta si porti almeno il pallone.

De Rossi, 5: scialbo e anonimo. Una regia di Alberto Sordi che quando non sapeva come riempire i vuoti di sceneggiatura, alzava il volume della sempre uguale colonna sonora di Piero Piccioni.

Brighi, 5: non s’inserisce, corre a vuoto, lotta vanamente. Chiamatelo Valter.

Pizarro, 4.5: è il vertice *alto* del rombo. Non ridete. Contegno.

Totti, 4: nel primo tempo tira da lontano due fetecchie. Nel secondo, prende in mano la sua bacchetta magica. E scompare.

Vucinic, 4: ieri ci ha messo a parte del suo lato femminile, dimostrando di non capire una beata mazza della regola del fuorigioco.

Baptista, SV: entra, ma per l’appunto è incompreso.

Roma-Genoa 2008/09: commento e pagelle

Roma-Genoa 3:0 (Cicinho, Vucinic, Baptista)


“Poteva migliorare nel primo tempo escludendo quel passo in più per non finire in fuorigioco, doveva fare la classica corsa a mezzaluna” (Spalletti su Vucinic)

“If you believed they put a man on the moon, man on the moon.
If you believe there’s nothing up my sleeve, then nothing is cool.” (i REM, sempre su Vucinic)

[Intervallo]

Cicinho detto il Cicero – Annunciazione
Vucinic – Natività
Baptista – Adorazione dei Magi

[Inquisizione Spagnola]

“Totti è un ingannatore!” (Enrico Preziosi, 9/2/2009, Gazzetta dello Sport)

[Toghe giallorosse]

“Enrico Preziosi, attuale presidente del Genoa, ha patteggiato una condanna di un anno e 11 mesi di reclusione davanti al tribunale di Como per l’’accusa di bancarotta fraudolenta.” (3/10/2008, Repubblica.it)


Doni, 7: tranquillo e sempre ben piazzato. A fine partita si colloca a centro ring urlando che se lui può cambiare, tutti possono cambiare.

Cicinho, 7: è raro, ma può accadere che una cosa tanto piccola possa procurare orgasmi multipli.

Mexes, 7+: rasserena Motta, anestetizza Milito e soci. Una via di mezzo tra un Moment e un libro di Baricco.

Juan, 7+: autorevole e concreto, convince tutti. Prossimo passo la presidenza del Ku-Klux-Klan.

Tonetto, 6.5: sta tornando ai suoi livelli e con la sua grande esperienza approfitta di una distrazione di Cicinho, urlandogli “Panucci tuo chiuso!”.

De Rossi, 7.5: a fine partita il centrocampo genoano prova a placarlo offrendogli in sacrificio l’ignaro Papastathopoulos.

Brighi, 7+: con uno così alle Termopili, i Persiani avrebbero rivolto le loro attenzioni alla Mongolia.

Taddei, 5.5: abbocca alla provocazione di Criscito. E’ anche su di lui che conta Povia per alzare un polverone sul nulla.

Perrotta, 7: se Spalletti ha inventato Perrotta, è Totti che gli ha dato un senso.

Totti, 7: “ingannatore”. Era dagli “spingitori di cavalieri” che non si rideva così.

Vucinic, 7.5: con Sabrina Ferilli è il romanista maggiormente responsabile della precoce cecità degli adolescenti giallorossi.

Baptista, 7.5: quando il genoano con la pistola incontra il romanista col cannone, il genoano è un uomo morto.

Motta, 7: riceve i suoi primi applausi in prestito con diritto di riscatto.

Aquilani, 5: si abbatte sulla partita col furore di un coriandolo.