Lazio – Roma 4:2 (Pandev, Zarate, Mexes, Lichtsteiner, De Rossi, Kolarov)
C’è il fondato sospetto che l’Inter non sia più alla nostra portata.
Kolarov: “Il mio gol? Ho saltato un po’ di avversari e c’ho provato con il destro.”
Solo la fantasia di uno slavo può definire “avversari” il Muppet Show.
Domanda a Spalletti: “Il rapporto è logoro?”
Risposta: “E’ la soggettività di un’ impressione”
E l’oggettività di una figura di merda?
Spalletti: “Non era calcio d’angolo!”.
Vero, ma quella non è mai stata una difesa.
Doni, 2: c’è qualcosa di escatologicamente biblico nella sua presenza tra noi. Tipo il Drago, Babilonia, l’Anticristo e i quattro cavalieri.
Motta, 4: la smetta di dar retta alla Mazzoleni. Non è che se inizia a giocare come Loria, l’Udinese ci farà sconti.
Mexes, 4: ormai affronta le partite con lo stesso, pacato, stato d’animo di una ninfetta che di fronte ad un armadio traboccante vestiti urla “non ho niente da mettermi!”.
Panucci, 4: si può in ultimo affermare che il suo reintegro sia stato fondamentale per riportare calma e serenità nello spogliatoio.
Riise, 5: rilascia ormai interviste a getto continuo. Lieti, registriamo il suo ribadito entusiasmo per aver scelto la Roma. A margine registriamo anche un lietissimo Lichtsteiner.
De Rossi, 5.5: il suo primo gol nel derby scatena un’incontenibile esplosione di inutilità.
Pizarro, 6: in una squadra uscita dalle pagine di Anthony Burgess, sembra l’unico restio a bere latte.
Brighi, 4: esterno altro a sinistra si colloca nella partita come Marco Carta nella storia della musica.
Perrotta, 4: dimostra che la Legge di Murphy non è un detto popolare a carattere ironico e caricaturale, bensì una drammatica realtà.
Baptista, 6-: sembra uno dei pochissimi che si sia reso conto di non trovarsi in una puntata dei Programmi dell’Accesso incentrata sul lento reinserimento nella società degli etilisti cronici.
Totti, 4: vederlo in queste condizioni ci provoca un dolore acuto, magari non come la notizia delle nozze gay di Samantha Fox, ma siamo lì lì.
Menez, 4: il cubo di Rubik. Risolverlo dà l’impressione di essere molto intelligenti, ma in pratica non serve a un tubo.
Tonetto, Taddei, SV.