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Questo blog ha sempre creduto nel 3D.

Francesco Rocca: “Ieri è sembrata la sagra del liscio. Se questo spettacolo è bastato, va bene così…”
Signore e signori, il nostro prossimo responsabile delle relazioni pubbliche.

Prima partita italiana prodotta in 3D.
Ma grazie a Ilaria D’Amico eravamo già da tempo preparati alla novità.

Roma-Juve: per entrambe tanta benzina in corpo.
Il derby della Accisa.

Tecnicamente non è stata proprio il massimo.
Con i cross di J.Angel e di Pepe, dura è la vita del bibitaro.

In realtà è stata una partita maschia e gagliarda, come non si vedeva dalle Termopili.
Viviani: “QUESTA… E’… CANTERAAAAAAAAAAAAA!”

Luis Enrique: “Non sono un venditore di fumo”
Padovano: “Interessa qualcosa?”

Luis Enrique: “La Juve è uno squadrone”
Chi sta fumando?

Luis Enrique schiera un inedito 4-2-3-1.
Un altro mesetto a Roma e perderà anche i capelli. E bestemmierà in tosco-asturiano.

Un consiglio: rivedetevi i due gol con il sottofondo del motivetto del Benny Hill Show.

Stekelenburg, 6+: un portiere di quasi due metri rapidissimo sulle uscite basse e moviolistico su quelle alte. Proporrei un raduno annuale tra lui, il gatto di Schrödinger e Zenone di Elea.

Taddei, 6.5: riesce quasi a far dimenticare la sanguinosa palla regalata a Estigarribia, con una prestazione al limite dell’estasi martirologica. Con uno così i leoni del Colosseo si sarebbero annoiati a morte (“Chi c’è oggi? Taddei? Ancora???”)

De Rossi, 6.5: partita di sostanza in un ruolo non suo. Naturalmente sono già partiti i paragoni con Beckenbauer. Se a Roma dovesse mai partecipare a un Presepe vivente, la situazione diverrebbe insostenibile.

Heinze, 6+: gioca sistematicamente d’anticipo. In occasione del gol rispetto al diretto avversario è però sul fuso orario di Islamabad.

J.Angel, 6: sufficienza presa soprattutto per merito di quel portentoso recupero su Pepe. Sarà comunque difficile negare di fronte all’evidenza dell’Autovelox.

Viviani, 6+: nel primo quarto d’ora ha la prontezza di riflessi di un liceale a cui la tipa dei suoi sogni rivolge la parola per la prima volta. Pian piano recupera e l’allenatore lo leva proprio quando era arrivato in zona push-up.

Greco, 6-: di intelligenza superiore, applica il metodo Prodi. Si semaforizza, sta lì, fermo, tanto di lì, tutti, prima o poi, devono passare.

Pjanic, 6: non si nota per alcuna giocata degna del suo talento ma ha il merito di guardare sempre Pirlo in faccia, con quegli occhietti cattivi di chi sta per dichiarare lo svedese lingua ufficiale.

Lamela, 6.5: la sua partita a tratti è una notte senza stelle, anche perché il ruolo di terzino non è semplicissimo. Poi improvvisamente emana tanta luce che anche Perrotta sembra quasi bello.

Osvaldo, 6+: si fa il più classico dei mazzi. Ruggisce, sbuffa, s’incazza contro tutti e contro tutto. In pratica una suocera bergamasca.

Totti, 6: bisogna essere sportivi e comprendere che questo in fondo è un giuoco in cui si devono accettare gli errori e complimentarsi anzi con l’avversario per la sua bravura. E poi questo secolo oramai alla fine, saturo di parassiti senza dignità, mi spinge solo ad essere migliore, con più volontà…(c’è un fegato in sala?)

Simplicio, 6+: un brasiliano professionale che sta buono in panca e quando serve si fa trovare pronto. Seriamente, cosa vuoi dirci, o Signore?

Perrotta, SV

Borriello, SV