Catania 1 : Roma 1 (Morimoto, De Rossi)
De Rossi:”Non si può più andare avanti così, siamo nella fase di transizione, non siamo ancora quelli che vorremmo essere. Sono avvelenato, non mi va più di parlare…”
Poi è passato ad analizzare gli aspetti negativi della situazione.
Pradè: “Oggi ci prendiamo il punto”.
“Ma l’abbiamo fatto per il partito!”
Ranieri: “L’approccio alla gara non mi è piaciuto”
Disamina impietosa del mister, per quanto un “cacare a spruzzo” forse renderebbe meglio l’idea.
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Julio Sergio, 6: il tempo sta per scadere e ora come ora viene in mente un’unica soluzione: dare nuovo materiale a Roberto Giacobbo e far rapire Doni e Artur dagli alieni.
Cassetti, sv: segue ormai il regime di smaltimento dell’umido.
Mexes, sv: dura 19 minuti. Trattandosi di calcio, c’è poco di che vantarsi con gli amici del bar.
Burdisso, 6,5: ci mette cuore, sudore e palle. Gli allarmati compagni di reparto ormai lo chiamano “Dexter”.
Riise, 5.5: ah! i cari, vecchi cartoni animati di una volta. Per esempio: c’era quel coyote norvegese che non riusciva mai a prendere il roadrunner siciliano…
Brighi, 4.5: in netta regressione. Capuano, al termine della 27ma sgroppata sulla sua fascia, lo trova in posizione fetale.
De Rossi, 6: prestazione assimilabile ad un romanzo di Margaret Mazzantini: un mattone inerte. Ma i gentili cori dei tifosi catanesi operano il miracolo letterario e l’ultimo capitolo lo scrive Elsa Morante.
Pizarro, 5.5: là davanti niente si muove, e la sua partita si riassume in una confezione di Cialis farlocca.
Perrotta, 5: verso il 75mo, pur di non trovarselo più tra i piedi, l’arbitro stava autorizzando la quarta sostituzione.
Totti, 5: un monumento. Ma Spolli e Bellusci sono i suoi piccioni.
Vucinic, 6-: nel primo tempo è protagonista non vivente di CSI:Catania. Nel secondo prende alla sprovvista la difesa rossoazzurra e sconsideratamente si mette a giocare.
Juan, 6: aveva un programma formidabile: vestaglione di flanella, birrone ghiacciato, tifo indiavolato. Ma poi quel fracicone di Mexes lo costringe ad una proiezione coatta di un film d’essai.
Motta, 4.5: difende malissimo, attacca male. Se fosse un ragno extraterrestre travestito da clown che si nutre di bambini, per lo meno sarebbe materiale per un romanzo horror.
Cerci, 6: fa movimento e con la sua gioventù ridesta gli istinti di un corpo ormai non più giovane. Se continua così una poltrona di ministro non gliela leva nessuno.
Ranieri, 5.5: la Nadia Cassini degli allenatori. Perché il culo conta.
p.s.
Le pagelle di Palermo-Roma hanno subito un piccolo contrattempo: sono affogate.